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martedì 14 febbraio 2012

Corso di Fotografia 2012



E' con grande piacere che soffio via la polvere dalle pagine di questo blog, per scrivere l'annuncio tanto atteso. Eh sì, dopo molti mesi e tanti, troppi, rinvii, mi siedo di fronte a questo monitor per comunicarvi che sono finalmente aperte le iscrizioni per il nostro corso di fotografia.

Rispetto all'anno passato vi proponiamo una piccola novità, il corso sarà articolato su due moduli, il primo modulo sarà l'equivalente del corso base organizzato nel 2011, perciò tratterà gli aspetti fondamentali della fotografia, il secondo sarà più avanzato ed andrà ad approfondire gli aspetti trattati nel primo modulo.
I due moduli possono essere seguiti indipendentemente l'uno dall'altro, ovviamente, per l'accesso al secondo modulo è necessaria la padronanza di nozioni fotografiche fondamentali.

Modulo 1: Corso base di fotografia.
Costo 100 €

5 lezioni da 2 ore, più un uscita fotografica.
Materiale didattico fornito agli iscritti: Dispense del corso

Programma del corso:
Il programma del corso si articola su due filoni, il primo, squisitamente tecnico, è finalizzato alla trasmissione delle nozioni di base necessarie alla realizzazione di una buona fotografia, mentre il secondo  si propone di aiutare gli iscritti a porre le basi per la costruzione di una propria "personalità fotografica".

- Cenni sulla natura della luce
- Funzionamento di una macchina fotografica
- Esposimetro ed esposizione
- Basi della post produzione digitale
- Commento e valutazione delle immagini realizzate dagli iscritti


Modulo 2: Corso di secondo livello
Costo 150 €

5 lezioni da 2 ore.

Programma del corso:
Il corso è strutturato come un laboratorio e si propone di approfondire gli aspetti affrontati nel primo modulo. Gli iscritti dovranno portare avanti un loro progetto fotografico.

- Realizzazione di un progetto fotografico (individuale o di gruppo).
- Approfondimento sulle tecniche di ripresa e post produzione digitale illustrate nel primo modulo.

Il secondo modulo presuppone che gli allievi siano in possesso di alcune nozioni fotografiche di base, pertanto consigliamo agli interessati di verificare se dispongono dei requisiti minimi necessari svolgendo il seguente questionario di autovalutazione. 
L'iscrizione diretta al secondo modulo è consigliata solo a chi riuscirà a rispondere correttamente a tutti i quesiti.

1. Cos'è un file RAW?
2. Come funziona il diaframma?
3. Cosa si intende per velocità dell'otturatore?
4. Cos'è il bilanciamento del bianco?
5. Cosa sono le curve?
6. Cos'è la regola dei terzi?
7. Cosa indica l'acronimo ISO?
8. Cos'è il rumore in fotografia?
9. Cosa si intende per sovraesposizione?
10. Cos'è la profondità di campo?



Il primo modulo verrà attivato a partire dalla prima settimana di Marzo, previo raggiungimento di un minimo di 10 iscritti.
Il 29 Febbraio terremo un incontro conoscitivo, nel corso del quale verrà presentato il corso e saranno comunicati gli orari delle lezioni. L'incontro è aperto a tutti, l'iscrizione verrà formalizzata nel corso della prima lezione, a seguito del pagamento della quota di 100 €.
Il secondo modulo sarà attivato nel mese di Aprile, al termine del primo, anche in questo caso è previsto un primo incontro non vincolante finalizzato alla presentazione del corso.

Tutti gli interessati sono pregati di compilare il form di pre-iscrizione disponibile on-line.
Il form è valido per la pre-iscrizione ad entrambi i moduli.





Francesco Rossi
347 7000 325
francescorossifotografo@gmail.com

Marco Miglianti
347 4206 629
info@marcomiglianti.it








venerdì 11 marzo 2011

Una Storia in 4 Immagini, Gruppo del Giovedì

Questo è forse il tema che mi sta più a cuore, perchè mira a farvi comprendere come organizzare un'insieme di immagini, come lavorare senza concentrarsi esclusivamente sul singolo scatto, come, immagino facciate di solito.
Vi rimando al post su Michael Wolf per ulteriori considerazioni in merito alle serie coerenti di immagini.

Sono rimasto piacevolmente impressionato dalle serie che avete realizzato, perchè ognuno di voi ha sviluppato il tema in modo creativo, sfruttando diverse tecniche per dare forza alla propria storia.

C'è stata, inoltre, una bella varietà nelle tematiche trattate, da storie completamente inventate al racconto della prorio giornata.

Bravi, sono proprio contento, ora datevi da fare col prossimo tema, che è abbastanza ostico: "Il Vento".

Buon lavoro.

p.s.: Lunedì vedremo i lavori dell'altro gruppo sullo stesso tema...






Qui a fianco abbiamo "Uovo di Cavaliere", dell'ottima Silvia, e sotto abbiamo "Il Mio Giorno di Lavoro" del tecnicissimo Riccardo




Segue "Una Giornata in Punta di Piedi" di Francesca



Compiti per Casa Gruppo del Lunedì: Lo spazio

Il tema per questa settimana era lo spazio e mi rendo conto che non era proprio facilissimo.
Volevo che giocaste con la profondità e con le geometrie della scena.
Naturalmente il tema resta aperto, come tutti gli altri che ho assegnato fino a questo momento e vi invito a sperimentare anche i temi dell'altro gruppo.

Intanto, per farvi un idea, vi invito, in caso non l'abbiate già fatto, a dare un'occhiata ai lavori di Peter Lik, un fotografo che ho segnalato ieri e che, sicuramente, vi darà qualche spunto su come gestire spazi e geometrie all'interno della vostra composizione.


Naturalmente le foto contenute in questo post sono state realizzate dai partecipanti al corso.



giovedì 10 marzo 2011

Fotografi: Michael Wolf

Oggi vi presento Michael Wolf, nella fotografia è il signore più basso con la macchina fotografica appesa al collo.
Simpatico no?

Quest'anno Wolf ha partecipato al World Press Photo proponendo una serie d'immagini abbastanza provocatoria per un concorso fotogiornalistico.
Infatti, il simpatico Wolf, ha presentato il suo lavoro "Street View: Una Serie di Sfortunati Eventi" , articolato su un'insieme di immagini provenienti da tutto il mondo, ma realizzate senza muoversi da casa sua. Come ha fatto?

Conoscete il servizio Street View di Google?
Se non sapete che cos'è ve lo spiego molto rapidamente, è un servizio integrato in Google Maps, che permette di vedere una località come se ci trovassimo là, possiamo voltarci in ogni direzione e muoverci nell'ambiente, esplorando le piazze più famose del mondo direttamente dal nostro pc. Google ha realizzato questo piccolo prodigio sguinzagliando in tutto il mondo centinaia di automobili dotate di macchine fotografiche capaci di catturare immagini a 360°. Queste auto non hanno fatto altro che girare per le strade scattando fotografie ad intervalli regolari. Le immagini così ottenute sono state montate assieme ed il risultato è l'ormai famoso Google Street View.

Bene, il signor Wolf ha acceso il suo computer ed ha cominciato ad esplorare il mondo con Street View e, ogni volta che trovava una scena interessante, impugnava la sua macchina fotografica e scattava un'istantanea al monitor del suo computer.
Il risultato finale è, a mio avviso, molto interessante dal punto di vista concettuale, oltre che estremamente divertente.
Ciò che conta, in questo caso, non è tanto la mia personale opinione sul lavoro di Wolf, quanto il fatto che anche al World Press Photo lo hanno trovato interessante, assegnandogli una menzione d'onore.

Non voglio addentrarmi in considerazioni realative alla natura del fotogiornalismo ed alla "morale" del fotografo, come hanno fatto molti degli addetti ai lavori. Mi limito semplicemente ad osservare divertito un fotografo che si diverte (scusate il gioco di parole). Il succo della questione è che a volte il creativo ottiene molto con poco, come in questo caso, il signor Wolf, ha avuto un'idea semplice e l'ha realizzata, ottenendo un riconoscimento importante e facendo riflettere tutta una categoria di professionisti dell'immagine.

Certo, Michael Wolf non è proprio il signor nessuno, in passato ha vinto il World Press Photo almeno un paio di volte e, di sicuro, se avessi mandato io un lavoro del genere, probabilmente, non l'avrebbero neppure preso in considerazione.

Detto ciò, il vero motivo per cui vi sto segnalando Michael Wolf non è la menzione d'onore assegnatagli dal World Press, ma le sue serie di immagini.
Torniamo un attimo sulla serie di Street View che, oltretutto, fa parte di un lavoro ancora più ampio che si articola su tante piccole serie tematiche (che potrete trovare sul suo sito mescolate alle altre gallerie).
Il valore estetico del lavoro in sè, in questo caso particolare, è quello che è, insomma, stiamo parlando di immagini scattate ad un monitor... Ed anche analizzando le singole fotografie, al massimo ci può capitare di sorridere, osservando le scene che le automobili di Google hanno immortalato in maniera assolutamente casuale, ma nulla di più, soffermandosi solo sulle singole foto in sè per sè questo lavoro non ci da molto altro.

Se invece cambiamo livello di analisi e ci spostiamo dal particolare al generale, osservando il lavoro nell'insieme, ecco che come minimo ci viene da pensare. Questo lavoro solleva tutta una serie di problematiche realtive alla nostra società, parla di un mondo inondato di immagini, affogato, vengono fuori implicazioni legate al nostro futuro, al futuro del fotogiornalismo, alla nostra privacy e quant'altro.
Questa serie ritrae uno spaccato, un aspetto del nostro mondo e genera un pensiero nella mente dell'osservatore.

Quando preparavo l'esame di biologia mi hanno dato una piccola infarinatura di chimica. La chimica è la disciplina degli intrecci, delle mescolanze tra elementi diversi.
In particolare mi colpì un concetto, quello delle proprietà emergenti, ovvero, quel fenomeno che fa si che da un "miscuglio" di due elementi, possa venir fuori una molecola dotata di caratteristiche che nessuno dei due elementi originari possedeva.
Il vecchio adagio filosofico del Tutto Diverso dalla Somma delle Parti.
Una serie coerente di immagini ha questa caratteristica, ha un valore aggiunto rispetto alle singole foto che la compongono e va sempre analizzata e realizzata pensando all'insieme e non al singolo scatto che, se isolato dal contesto, perde gran parte del significato.

Ritorniamo al lavoro su Street View ed aggiungiamo un ulteriore elemento, le foto realizzate da Wolf sono state esposte nelle piazze e nei luoghi che ritraevano, e questo arricchisce di ulteriori significati il lavoro nell'insieme, facendogli fare il vero salto di qualità.
L'immagine viene restituita al suo contesto e scattando un'ulteriore fotografia si chiude il cerchio, ed il lavoro cambia di nuovo faccia.

Scusatemi se mi sono dilungato un pò, odio giocare a fare il critico, ma queste riflessioni sono molto coerenti e, immagino, anche utili per lo svolgimento del tema della settimana: Una Storia in 4 Fotografie.

Prima di chiudere vi segnalo altre due serie, a mio parere assolutamente geniali, realizzate sempre da Wolf.

La prima è Tokyo Compression, e raccoglie immagini realizzate sui treni di Tokyo.




La seconda è A Transparent City, realizzata attraverso le finestre dei grattacieli di Chicago.


Fotografi: Peter Lik


La scorsa settimana, Stefano, uno degli iscritti al gruppo del lunedì, mi ha segnalato questo Peter Lik, fotografo paesaggista australiano... Mooolto australiano, come potete vedere dalla foto.

Vi accorgerete subito che Lik è agli antipodi rispetto a Paolo Pellegrin (il fotografo che vi ho segnalato la scorsa settimana) e non solo perchè fotografano soggetti differenti.
Le parole chiave oggi sono tecnica, pulizia e perfezione.
La sensibilità la do sempre per scontata quando si parla di fotografi di un certo livello

Vi invito calorosamente a farvi un giro sul suo sito web per dare un'occhiata alle sue gallerie, prestate particolare attenzione alle composizioni, ai punti di ripresa, all'uso delle geometrie presenti nella scena. Vedrete un'applicazione magistrale di molti dei concetti affrontati durante le lezioni.

Se vi dovesse balenare in testa l'idea che è facile fare delle grandi fotografie con simili scenari, datevi subito trenta frustare e passate le prossime due ore in ginocchio sui ceci.
La fotografia paesaggistica a questi livelli richiede una perseveranza incredibile, è necessario capire quando potremo trovare la luce migliore per fotografare una data scena, ed oltre alla luce occorrono anche le giuste condizioni metereologiche, non è sufficiente passare là la domenica pomeriggio e scattare.




sabato 5 marzo 2011

Piccoli Fotografi Crescono

Noto con piacere che cominciate a partecipare sempre di più al blog, in particolare vediamo l'ottimo Riccardo che si diletta scrivendo dotte citazioni nei commenti ai post e l'amico Mirco che rilancia cimentantosi nei suoi sproloqui filosofeggianti sulla natura della fotografia.
Bravi bravi...

Dopo avervi assegnato il tema "Una storia in 4 fotografie" ho ricevuto diverse richieste di delucidazioni su come montare insieme queste benedette 4 immagini, perciò, entro martedì cercherò di pubblicare un piccolo toutorial su come realizzare questo montaggio su Gimp.

Ed ora l'immancabile gogna settimanale con alcune delle foto realizzate dagli iscritti. Il tema, signore e signori, era "Il Movimento":




Ed ora una piccola comunicazione di servizio: La direzione declina ogni responsabilità in caso vi schiantiate contro un muro tentando di fotografare le strisce bianche della strada mentre siete al volante della vostra automobile.
Fotografate con prudenza, grazie.



venerdì 4 marzo 2011

Tema per il gruppo del giovedì

Scrivo questo post al volo per comunicare il tema della settimana per il gruppo del giovedì. Ragazzi, sbizzarritevi con "Una storia in 4 fotografie".
Dovrete cercare di raccontare un evento, una vostra giornata, una storia vera o inventata, usando solo 4 fotografie, nè una di più, nè una di meno.

Buon lavoro!

martedì 1 marzo 2011

Ancora sui compiti per casa


Eccomi di nuovo qua a parlare dei vostri compiti per casa, il tema assegnato al gruppo del lunedì era la luce, perfettamente speculare a quello dell'altro gruppo. In realtà i due temi, luce ed ombra, oltre ad essere complementari sono quasi completamente sovrapponibili, in altre parole, sarebbe possibile svolgere l'uno riferendosi all'altro, e viceversa.
L'ombra è una conseguenza della luce, è cosa nota.


Se vi fermate un istante a riflettere capirete quanto, queste due tracce, la luce e l'ombra, siano legate agli argomenti trattati nella prima lezione sull'esposimetro e l'esposizione. Giocare con luci ed ombre dovrebbe aiutarvi a prendere confidenza con la natura della luce ed il suo uso in fotografia.
Anche le due tracce che ho assegnato per i prossimi incontri non sono state scelte casualmente, dietro al Movimento (gruppo del giovedì) e allo Spazio (gruppo del lunedì) si nasconde un invito a porre l'attenzione sui tempi di scatto (movimento) e sull'apertura del diaframma (spazio).

Ora vi darò qualche consiglio per aiutarvi ad ottenere risultati un pò più accattivanti, in realtà nulla di nuovo, sono tutte cose di cui vi ho parlato commentanto i vostri lavori a lezione.

Semplificate: Eliminate dalla scena tutti gli elementi inutili, realizzate inquadrature pulite, all'interno delle quali dovrete cercare di inserire solamente ciò che è strettamente necessario per dare un senso all'immagine. Se una foto contiene troppi elementi può risultare disordinata e, perciò, di difficile lettura.
Dovrete aiutare l'osservatore a percepire ciò che avete visto voi nel momento in cui avete deciso di scattare la vostra fotografia.

Distribuite gli elementi all'interno del fotogramma seguendo una logica precisa: Niente deve essere causale, cercate di comporre organizzando gli spazi all'interno del fotogramma in modo da guidare l'attenzione dell'osservatore sugli elementi di interesse dell'immagine.
Per fare ciò, potrete giocare con gli spazi vuoti e con le geometrie presenti nella scena ecc ecc.

Sfruttate le luci e le ombre: L'occhio è attratto dalle zone più luminose della fotografia, perciò è importante cercare di porre gli elementi di interesse della nostra immagine nelle zone più luminose della scena.



Infine, vi invito a non abbandonare le vecchie tracce e continuare a sperimentare con le vostre macchine fotografiche, magari anche seguendo i temi assegnati all'altro gruppo.

venerdì 25 febbraio 2011

Compiti per casa ed altri disastri

Questo giovedì abbiamo avuto modo di vedere i compiti per casa svolti dai ragazzi del primo gruppo. Il tema era "Le Ombre", ma di ombre, amici miei, ne abbiamo viste pochine. Colgo perciò l'occasione per ricordare ai membri di entrambi i gruppi che, salvo diversa indicazione, dovrete portare una ed una sola fotografia (se sono due o tre non sarete certo fucilati) che sia in qualche modo aderente al tema proposto. Insisto su questo punto per il semplice fatto che il tema viene proposto allo scopo di stimolare la vostra creatività, altrimenti non vi darei nessuna traccia e vi inviterei semplicemente a scattare liberamente le vostre fotografie.
Ma le regole, si sa, sono fatte per essere infrante (almeno qua in Italia) perciò, se av
ete fatto un paio di scatti di cui siete particolarmente fieri (ribadisco, un paio), non abbiate paura a sottopormeli, acciocchè io possa demolire la vostra già flebile autostima di novizi della fotografia.
Sì, mi piace vincere facile.


Ovviamente sto scherzando, sbagliate, sbagliate e sbagliate ancora, solo così si impara.

Scegliere solo pochi scatti da una serie, magari molto numerosa, non è cosa facile, me ne rendo conto, ma è un'attività che vi impone di fare un minimo di autocritica e dare già una prima valutazione del vostro operato, al resto penserò io...
La selezione degli scatti è una delle cose più difficili in fotografia, capita spesso, anche spulciando tra i lavori di bravi fotografi, di inbattersi in serie di immagini troppo lunghe, che rendono il lavoro più debole, meno efficace, annacquato.

E' difficile cancellare un'immagine, perchè il fotografo si affeziona ai propri scatti, si sa, ogni scarrafone è bello a mamma sua.

Vi ricordo i temi per i prossimi incontri:

Gruppo del Lunedì: la luce
Gruppo del Giovedì: il movimento

Buon divertimento.

lunedì 21 febbraio 2011

Oltre la tecnica: quando trovi quello che non t'aspetti

La fotografia è una disciplina legata a doppio filo alla dimensione tecnica. Tecnica intesa sia come padronanza degli strumenti usati, sia come caratteristiche di questi ultimi.
Nei campi di applicazione un pò più estremi, qualità e piacevolezza di un'immagine sono strettamente legate al tipo di macchina fotografica che usiamo ed al modo in cui siamo in grado di gestirla. Questo, ovviamente, non è sempre vero, e l'aspetto tecnico, di per sè, non è condizione nè necessaria nè sufficiente, per la realizzazione di immagini gradevoli. C'è tutta un'altra dimensione, molto più aleatoria, incommensurabile, che concorre nel determinare la qualità finale di un'immagine, qualità che, beninteso, in questo caso, non è riconducibile ad un concetto oggettivo, assoluto, misurabile secondo criteri meramente tecnici o, comunque, oggettivi. Attenzione però, non parlo neppure di bellezza, perchè l'impegno profuso nei secoli dei secoli nel tentativo disperato di definire il bello è stato tale che, alla fine, siamo riusciti a trasformare un'esperianza assolutamente soggettiva, l'esperienza della bellezza, l'assaggiarla con gli occhi quando ce la troviamo di fronte, in un qualcosa di canonizzato, definito da parametri più o meno stringenti, ma comunque assoluti, oggettivi.
Sto parlando, piùttosto, della capacità che un'immagine ha di stimolare una sensazione dentro di noi: la forza di una fotografia. Questa è, per me, la qualità intrisneca di un'immagine, tutto il resto è accessorio. Tecnica, composizione eccetera. Questi aspetti sono funzionali “solamente” alla trasmissione di una sensazione, sono le parole che servono per raccontare, per far capire agli altri, e, senza dubbio, vanno conosciute e padroneggiate, per far sì che chi ci ascolterà, chi guarderà una nostra immagine, riesca a percepire ciò che gli sta dietro.



Quindi, sia chiaro, con questo discorso non ho intenzione di svalutare la dimensione tecnica della fotografia, o di qualsiasi altra “arte”, dimensione che è assolutamente fondamentale ed imprescindibile, è il vocabolario di cui disponiamo, e quanto più questo sarà vasto, tanto più saremo in grado di condividere con gli altri ciò che abbiamo visto e provato.



Ho divagato, come spesso mi capita.
Ho iniziato a scrivere questo post con l'intento di porre l'accento su aspetti della fotografia che, in un corso base come il nostro, difficilmente possono trovare spazio, perchè la dimensione tecnica, in fotografia, è talmente pervasiva che si corre il rischio di perdere di vista il fatto che la padronanza della macchina fotografica è solo un mezzo per raggiungere un fine, e trasmettere questo con un corso per principianti che, per forza di cose, non può prescindere dall'affrontare principalmente argomenti tecnici, è cosa assai complicata.
Capire la tecnica per dimenticarla, così si dice, ed è giustissimo, si deve raggiungere un livello di padronanza del mezzo tale da permetterci di concentrarci solo ed esclusivamente su ciò che stiamo fotografando.
Il fotografare, spesso, da molto più piacere del guardare ciò che fotografando si è realizzato. Osservare, esplorare una scena tentando di individuare il modo migliore per ritrarla, prendendosi il tempo, respirando, è un'esperienza indescrivibile, la cui qualità ed intensità prescindono completamente dalla fotografia che poi si realizzerà. Avere una macchina fotografica in mano, spinge ad osservare le cose in maniera diversa, con più attenzione ai particolari, è un altro modo di vedere la realtà, e voi, che non fotografate per professione, avete la possibilità di fare questa esperienza in tutta tranquillità, senza pressioni, prendendovi la libertà di sbagliare. Quindi, l'invito che vi faccio, è di godervi l'atto del fotografare e tutto ciò che si porta dietro, senza crucciarvi troppo per i difetti tecnici delle vostre fotografie. 

Questa è la morale, ora vi racconterò la “favola”, un aneddoto, un'esperienza personale che ho fatto nei mesi in cui ho cominciato ad avvicinarmi alla fotografia con maggiore serietà. E' forse l'esperienza che mi ha fatto innamorare definitivamente della fotografia, perchè mi ha permesso di capire ciò che ho appena descritto: fotografando si va oltre la fotografia. Essere là vivere il momento. La macchina fotografica può essere un semplice pretesto per osservare il mondo con occhi nuovi.

Avevo da poco cominciato a frequentare lo studio di Marco, avevo seguito un matrimonio con lui e ancora non sapevo che quello sarebbe diventato il mio lavoro. Erano i giorni in cui L'Aquila è stata distrutta dal terremoto e mi si è presentata la possibilità di andare laggiù, avevo intenzione di fare un servizio fotografico, un reportage. In realtà volevo solo delle immagini d'effetto per riempire il mio portfolio. Così sono andato laggiù, senza arte né parte, accompagnando i tecnici che si occupavano della manutenzione delle tende pneumatiche che ospitavano i terremotati, senza avere né un'idea precisa su ciò che stavo tentando di realizzare, né le capacità e l'esperienza per realizzarlo.

Per qualche giorno mi sono aggirato per il campo facendo fotografie che, oltretutto, non avevo il permesso di scattare. Vedevo quella gente senza capire bene la situazione che stavano vivendo, con l'ossessione di ottenere delle belle immagini, senza rispetto, perchè quelle foto le avrei scattate solo per me. E' andata avanti così per un paio di giorni, senza che fossi riuscito a concludere nulla, tutte foto scontate, fatte da lontano (sia in senso letterale che in senso lato), perchè non avevo le palle di avvicinarmi davvero a quella gente. Ero distante dalla scena, con la foga di ottenere qualche cosa, ma con la paura di entrare in contatto con ciò che volevo fotografare... Dilettanti allo sbaraglio, ma non è questo il punto.
Una sera, alla mensa del campo, ho conosciuto una coppia, erano marito e moglie.

Parlammo un po', era la prima volta dal mio arrivo al campo che stabilivo una qualche forma di contatto umano con gli altri ospiti, "le famiglie in campeggio" di berlusconiana memoria.
Parlammo a lungo, e loro si aprirono, e mi raccontarono la loro esperienza, quello che era stato il terremoto, la terra che ha tremato per un minuto.

Un minuto è lunghissimo.

Il rumore del terremoto, mi dissero, è la cosa più spaventosa, un rombo che arriva dal basso e riempie l'aria, solo dopo arriva la scossa.
Mi dissero che il giorno seguente, Alessandra, una delle loro figlie, si sarebbe laureata, ed erano felicissimi. Mi sembrava tutto così strano, la vita che continua anche dopo una tragedia come quella che ha colpito L'Aquila (erano passate solo due settimane dal terremoto). Certo, considerazioni come queste possono sembrare delle banalità, specie dopo che ci siamo assuefatti ai fiumi di parole che hanno inondato TV e giornali in seguito al terremoto, strumentalizzando, per questo o quel fine ed  in modo più o meno bieco, quella calamità (cosa che, peraltro, nel mio piccolo, avevo intenzione di fare anche io quando sono partito).
Sentendo parlare quelle persone, trovandomele davanti, guardandole negli occhi, ho assaggiato quella loro felicità che mai mi sarei aspettato di trovare nella disperazione. E' facile provare empatia in simili condizioni, è facile sentirsi “sulla stessa barca”: dormivamo tutti al freddo, nelle tende, ci lavavamo tutti all'aperto nei lavandini da campo del Battaglione San Marco, mangiavamo tutti alla stessa mensa, è facile immedesimarsi, ci sono poche barriere da buttare giù. Provare la voglia esagerata di partecipare alla felicità della famiglia di Alessandra fu inevitabile, così decisi di fotografare la cerimonia di laurea. Poca cosa, infima, un nulla per me, ma non vi dico cosa provai sentendoli al telefono alcune settimane dopo, quando ricevettero il cd con le foto, non lo dico perchè correrei il rischio di rendere banale un'esperienza enorme, ma soprattutto non ve lo dico perchè non sono fatti vostri.






Tutto questo per non scordarsi che oltre alla'aspetto tecnico, che sarà il centro di gravità del nostro corso, nella fotografia c'è altro, molto altro.





venerdì 18 febbraio 2011

Prima Lezione Gruppo del Giovedì

Buonasera a tutti, oddio, forse, data l'ora, sarebbe meglio dire buonanotte.
Dunque, si è da poco conclusa la prima lezione del nostro corso e, nonostante l'ottimo Marco abbia, giustamente, tentato di cotenere il mio eloquio strabordante e sconclusionato, stasera abbiamo messo un bel pò di carne al fuoco, forse addirittura troppa.
Farò un breve riepilogo degli argomenti trattati, indicandovi anche dove trovarli nelle dispense che vi sono state consegnate.

Abbiamo cominciato facendo un rapidissimo cenno sulla natura della luce, argomento che troverete trattato in modo un pò più esteso a pagina 2 delle dispense. Questa è, tradizionalmente, la prima cosa di cui si parla in ogni buon trattato di fotografia, sia esso elementare o specialistico, ma è anche l'ultimo argomento ad essere compreso a pieno. Sì, perchè, parlare della luce, senza perdersi in tecnicismi, è impresa assai ardua -e, direi, anche assolutamente inutile per i nostri scopi- ed imparare a Vedere la luce è cosa ancor più complicata. Per ora mi accontenterei di insegnarvi a vedere la luce come un qualcosa di tangibile, concreto, che può essere quantificato e "pesato".  Per aiutarvi ad assumere questo punto di vista, sulle dispense ho fatto molti riferimenti alla pellicola ed alla fotografia chimica, perchè, in un certo senso, con la pellicola si trasforma la luce in materia. Non mi dilungherò sulla spiegazione di quest'affermazione, perchè troverete tutto ciò che serve nel riquadro che segue il primo paragrafo, a pagina 3. Detto ciò, vorrei precisare che, l'unico modo per comprendere cos'è la luce e come usarla in fotografia, è quello di fare tanta tanta tanta pratica.

Dopo questa breve panoramica sulla natura della luce, abbiamo, ovviamente, cominciato a parlare della macchina fotografica, con particolare riferimento ai due strumenti che ci consentono di gestire la luce: il diaframma e l'otturatore. Nelle dispense troverete questi argomenti nei paragrafi 2 e 3 a partire da pagina 3.
per quanto riguarda il diaframma e l'otturatore, il concetto che dovrete fissarvi bene in mente è il Principio di Reciprocità, esemplificato dalla trita e ritrita metafora del secchio e del rubinetto.

Una volta capito come interagiscono velocità di scatto ed apertura di diaframma arriva il momento di cominciare a capire quanta luce è necessaria per esporre correttamente una fotografia, a tale scopo giunge in nostro aiuto l'esposimetro (pagina 6 delle dispense).

Se fossi una persona giudiziosa mi sarei fermato qua, come, del resto, avevo intimamente stabilito prima dell'inizio della lezione. Ma, dato che mi siete sembrati esaltati dalla dimostrazione sul funzionamento dell'esposimetro, ho deciso di affrontare anche l'argomento Profondità di Campo, che troverete spiegato, molto meglio di quanto non sia riuscito a fare a voce, a pagina 5 della dispensa.

Last but not the least: la sensibilità ISO (pagina 12), il terzo parametro da impostare per esporre correttamente una fotografia.


Prendendo spunto dalle vostre domande ho poi fatto qualche cenno alla post produzione delle immagini digitali, e vi ho consigliato di cercare il programma open source The Gimp che potrete scaricare in maniera gratuita e del tutto legale da qua: http://www.gimp.org/

The Gimp è un programma molto interessante, che, per un fotografo alle prime armi (e non solo), costituisce una validissima alternativa a Photoshop. E' molto completo e contiene tutti gli strumenti fondamentali per l'elaborazione fotografica. E' un ottimo sistema per avvicinarsi al foto ritocco senza sborsare un euro.

Ora, come promesso, vi segnalo alcuni siti web interessanti:

Flickr: Una comunity che raccoglie fotografie e fotografi da tutto il mondo, è la risorsa definitiva, una miniera inesauribile di spunti. Potrete aprire un vostro account, postare le vostre foto e farle commentare agli iscritti, altrimenti potrete semplicemente guardare ed incazzarvi perchè quel quattordicenne filippino con la sua compattina da tre lire sforna delle fotografie fantastiche...

Flickeriver: Semplicemente un altro modo di vedere Flickr. Le foto sono presentate in un flusso verticale senza fine. Un fiume, per l'appunto.
Le immagini sono scelte sulla base della loro popolarità all'interno della comunity ed aggiornate continuamente. E' un vero e proprio sovraccarico d'immagini. Questo sito ha un posto in prima fila sulla barra dei preferiti del mio browser.
A mio avviso è il modo migliore per vedere le foto postate su Flickr.

Juza Nature Photography: Un vero e proprio punto di riferimento per professionisti ed amatori. Il sito è stato realizzato da un giovane e bravissimo fotografo italiano, è aggiornato quasi quotidianamente e raccoglie recensioni su ottiche e corpi macchina, articoli e toutorial, lavori degli iscritti ed uno tra i forum più popolari della rete.

Andrea Olivotto's: Il sito di Andrea Olivotto, un fotoamatore che s'è preso la briga di realizzare una serie di toutorial su Gimp.

Rian Flinn: Il sito di questo folle e giovanissimo fotografo americano. Assolutamente da vedere.
in particolare vi consiglio di visitare il suo blog, dove potrete trovare una serie di articoli in cui descrive la realizzazione di alcuni suoi scatti. 

Questi sono solo alcuni dei link che mi sono venuti in mente a quest'ora tarda.


Per concludere vi ricordo il tema della settimana: Le Ombre

Ribadisco che, in caso aveste dubbi o perplessità relativamente agli argomenti trattati, sono a vostra completa disposizione.

francescorossifotografo@gmail.com

martedì 8 febbraio 2011

Benvenuti su Il Circolo di Confusione

"Il circolo di confusione, in ottica e fotografia, è il più piccolo cerchio che l'occhio umano riesce a distinguere ad una determinata distanza.
Tutti fasci luminosi proiettati da un sorgente che attraversano una lente, vengono rifratti per ricongiungersi in un punto sull'asse ottico chiamato punto focale.
Perpendicolare a questo si trova il piano focale, che coincide con il piano pellicola. Su questo piano l'immagine appare nitida perché ricostruita come punti, mentre spostamenti lungo l'asse ottico a destra o sinistra provocano l'espansione del punto in un piccolo cerchio o circolo di confusione."


Con questo post inauguriamo il blog ufficiale legato al corso di fotografia organizzato da Marco Miglianti e dal sottoscritto. Lo scopo di questo blog è fornire una risorsa on-line a tutti gli iscritti al corso ed anche a tutti i fotoamatori alle prime armi che si aggirano nella rete.
Via via che il corso andrà avanti posteremo sul blog un riassunto degli argomenti trattati durante le lezioni e le immagini realizzate dai nostri iscritti, in modo che tutti i partecipanti possano commentarle. Pubblicheremo, inoltre, le risposte alle domande che, speriamo, i nostri iscritti vorranno porci relativamente agli argomenti trattati.


Se volete conoscerci meglio vi invitiamo a fare un giro sui nostri siti web e sui nostri blog:

Marco Miglianti

Francesco Rossi


Per chi fosse interessato, ma non ancora iscritto, comunichiamo che sono ancora disponibili alcuni posti.
Data l'affluenza abbiamo suddiviso gli iscritti in due gruppi in modo da riuscire a seguire adeguatamente tutti i partecipanti. Le lezioni si terranno ogni lunedì  ed ogni giovedì, ed avrete la possibilità di scegliere il giorno che preferite, anche se consigliamo di optare per il gruppo del giovedì, che è un pò meno nutrito dell'altro.

Il corso partirà Giovedì 17 Febbraio con il primo gruppo e si articolerà su 6 lezioni più un'uscita fotografica. La prima lezione del secondo gruppo è invece fissata per Lunedì 21 Febbraio.
Il corso è diretto a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta alla fotografia e tratterà i seguenti argomenti:

1. La luce
2. La macchina fotografica
3. L'esposimetro e l'esposizione
4. Come scattare una fotografia
5. Operazioni basilari di foto ritocco

Il costo dell'iscrizione è di 90 euro, da versarse in occasione della prima lezione.

Per informazioni contattatemi:
347 7000325
francescorossifotografo@gmail.com